E' uscito anche in Italia Antifragile, il nuovo libro di NNT.
Ho aggiornato il blog con un gadget che raccoglie i tweet più recenti con hastag #antifragile.
Sto leggendo il libro. Oltre 500 pagine che mi sto gustando lentamente.
A presto aggiornamenti, citazioni, e considerazioni.
giovedì 26 settembre 2013
sabato 1 giugno 2013
Intervista a NNT sul concetto di Europa
Intervistato da un giornalista svizzero NNT non può che tessere le lodi dell'organizzazione dello stato confederale elvetico, ma ciononostante molte cose che NNT dice nell'intervista sono condivisibili.
Clicca qui per leggere l'intervista.
Clicca qui per leggere l'intervista.
sabato 15 settembre 2012
Quattro anni
Il contatore è a zero, almeno per oggi, 15 settembre. Quattro anni dopo il crack di Lehman Brothers l'economia è ancora in difficoltà, la crisi non se n'è andata. Al capezzale del capitalismo si sono avvicendati molti medici, molti ne hanno decretato la morte, molti hanno sostenuto che sono le cure a peggiorare il paziente, motli hanno provato e si sono agitati ma non hanno concluso nulla. In 48 mesi non ci sono state svolte, ma crisi, crisette, recuperi lenti. Fatto sta che in Italia la FIAT ha deciso di chiudere per colpa dei consumatori che non comprano. O almeno così sembra. Forse la crisi è, allora, veramente finita o si sta concludendo. Si perderanno sicuramente dei posti di lavoro ma se gli Agnelli e Marchionne se ne andranno dall'Italia forse staremo meglio. Non più un'economia ancora legata al vecchio, all'auto, al ricatto degli incentivi statali. Non più salvatori della patria, che, nei momenti di difficoltà se ne vanno. Diventano internazionali ed abbandonano la nave che affonda. Senza di loro saremo più leggeri e forse non affonderemo più. Forse è meglio considerarsi europei, considerare la Mercedes, la Audi, la Citroen, la Renault come delle marche nazionali e non straniere. Considerare i tedeschi, i francesi, gli spagnoli, i greci nostri connazionali e abbandonare il finto patriottismo che ci porta dire il made in Italy è migliore. Le scarpe forse. Non le auto. In casa mia ci sono tre motori a scoppio. L'unico italiano è un bicilindrico a V e muove un veicolo a due ruote. Quando ho voluto comperare una station wagon, 15 anni fa la fiat mi offriva la Marea. Ho comprato una Volvo. Nei prossimi giorni, forse comprerò una Citroen. Le Fiat (a parte qualche ALFA) sono effettivamente inferiori alle altre auto. E i concessionari non brillano in proattività e gentilezza. Marchionne, chiudi e vattene. Per i poveri lavoratori che hanno avuto la sfortuna di essere sul tuo libro paga troveremo una soluzione. Tu ed Elkann andatevene e rimanete là. Grazie. L'Italia starà meglio.
mercoledì 22 agosto 2012
La crisi è finita, secondo le agenzie di rating, secondo me no.
La notizia è questa. Le agenzie di rating americane hanno dato un giudizio positivo all'Italia e all'Europa in generale, affermando che le possibilità di uscita dalla crisi sono aumentate per il 2013 e bla bla bla.
Balle.
La notizia è che la campagna elettorale americana entra nel vivo e anche le agenzie fanno la loro parte, descrivendo un mondo migliore nel 2013 se verrà eletto un presidente anziché un altro.
Il mio contatore segna -25 giorni alla fine della crisi. Sarebbe bello se fosse vero, siamo tutti d'accordo con il fatto che è ottimismo allo stato puro ingiustificato e del tutto velleitario. In realtà il contatore è lì dall'apertura di questo blog, ovvero dall'inizio del 2010 ed era puntato sul 15/09/2012 ovvero sui 48 mesi dopo il fallimento Lehman Brothers,15/09/2008, appunto, da molti considerato la dichiarazione di apertura ufficiale della crisi, che in realtà si stava già manifestando da molti mesi, almeno 15-18.
Comunque, considerato che nessun modello economico era sufficientemente predittivo, sulla scorta di quanto letto nel Cigno Nero, e di molte idee che mi sono fatto in un quarto di secolo di teoria e pratica economica, già da fine 2008 sparai la boutade che la crisi sarebbe durata almeno 4 anni. E infatti era una boutade, nonostante molti sostenessero il contrario (vedi qui), la crisi non è durata 4 anni, ma dà l'impressione di non essere finita. La crisi non è finita, come dice Roubini, anche se Roubini non è d'accordo con il nostro Taleb, ha ragione sul fatto che finita non è.
Quanto durerà ancora?
Altri 4 anni?
Forse.
Lascerò scadere il contatore e poi deciderò, sparando una nuovo numero, 3, 4 anni, 18 mesi? Boh... vediamo. Ogni modello mio, personale, informale, non-modello, è comunque migliore di quelli macroeconomici, non tanto per l'impegno, o lo studio o la conoscenza scientifica accademicamente riconosciuta, quanto per i risultati.
Io ci vado vicino, i modelli no. Il mio è un ragionamento sicuramente più rozzo, meno sofisticato, meno euclideamente deduttivo. Avrà pure degli apparenti salti logici, delle ragioni che non riesco a spiegare.
Io non ci riesco ma Pascal, nei suoi Pensieri, sì:
Balle.
La notizia è che la campagna elettorale americana entra nel vivo e anche le agenzie fanno la loro parte, descrivendo un mondo migliore nel 2013 se verrà eletto un presidente anziché un altro.
Il mio contatore segna -25 giorni alla fine della crisi. Sarebbe bello se fosse vero, siamo tutti d'accordo con il fatto che è ottimismo allo stato puro ingiustificato e del tutto velleitario. In realtà il contatore è lì dall'apertura di questo blog, ovvero dall'inizio del 2010 ed era puntato sul 15/09/2012 ovvero sui 48 mesi dopo il fallimento Lehman Brothers,15/09/2008, appunto, da molti considerato la dichiarazione di apertura ufficiale della crisi, che in realtà si stava già manifestando da molti mesi, almeno 15-18.
Comunque, considerato che nessun modello economico era sufficientemente predittivo, sulla scorta di quanto letto nel Cigno Nero, e di molte idee che mi sono fatto in un quarto di secolo di teoria e pratica economica, già da fine 2008 sparai la boutade che la crisi sarebbe durata almeno 4 anni. E infatti era una boutade, nonostante molti sostenessero il contrario (vedi qui), la crisi non è durata 4 anni, ma dà l'impressione di non essere finita. La crisi non è finita, come dice Roubini, anche se Roubini non è d'accordo con il nostro Taleb, ha ragione sul fatto che finita non è.
Quanto durerà ancora?
Altri 4 anni?
Forse.
Lascerò scadere il contatore e poi deciderò, sparando una nuovo numero, 3, 4 anni, 18 mesi? Boh... vediamo. Ogni modello mio, personale, informale, non-modello, è comunque migliore di quelli macroeconomici, non tanto per l'impegno, o lo studio o la conoscenza scientifica accademicamente riconosciuta, quanto per i risultati.
Io ci vado vicino, i modelli no. Il mio è un ragionamento sicuramente più rozzo, meno sofisticato, meno euclideamente deduttivo. Avrà pure degli apparenti salti logici, delle ragioni che non riesco a spiegare.
Io non ci riesco ma Pascal, nei suoi Pensieri, sì:
144. Noi conosciamo la Verità non soltanto con la ragione, ma anche con il cuore. In quest'ultimo modo conosciamo i princípi primi; e invano il ragionamento, che non vi ha parte, cerca d'impugnare la certezza. I pirroniani, che non mirano ad altro, vi si adoperano inutilmente. Noi, pur essendo incapaci di darne giustificazione razionale, sappiamo di non sognare; e quell'incapacità serve solo a dimostrare la debolezza della nostra ragione, e non come essi pretendono, l'incertezza di tutte le nostre conoscenze.
domenica 11 dicembre 2011
Rispondere alla compessità
Phineas Gage, inconsapevolmente, ci suggerisce una risposta.
Semplificando (sì semplificando, parlare di complessità semplificando è un quasi ossimoro ma tant'è), semplificando, dicevo, si può dire che la crisi economica (ma anche politica) attuale deriva dal fatto che i modelli con i quali si governano le aziende e le economie sono troppo semplici, troppo idealizzati, troppo platonici direbbe NNT, rispetto alla complessità della realtà.
![]() |
| www.wired.it |
Se volete leggere la storia del paziente più famoso tra i neuroscienziati seguite il link a Wikipedia in apertura di post, ma a me interessano di più le caratteristiche che permettono al cervello, un sistema complesso, di sopravvivere agli shock devastanti, ai cigni neri, che in un ambiente complesso sono inevitabili, seppur improbabili.
Una è la plasticità, ovvero la capacità che ha il cervello di creare, rimuovere e ricreare nuove connessioni (sinapsi) a seconda dell'uso che si fanno dei neuroni.
La seconda è l'elaborazione distribuita ovvero la capacità di distribuire carichi di lavoro cognitivi (udire, vedere, etc.) in aree diverse, molto simile concettualmente all'elaborazione distribuita di derivazione informatica.
La terza è la ridondanza dei collegamenti tra neuroni che è assimilabile al concetto ingegneristico di ridondanza ovvero la duplicazione di sottosistemi e funzioni al fine di rendere un sistema più solido.
A questo punto il discorso si potrebbe allungare di molto ma ma premono due cose:
- rimandare il lettore a "Robustezza e fragilità" per approfondire il concetto di ridondanza. Nel primo capitolo NNT discute ampiamente della ridondanza, dei vari tipi di ridondanza e di come la ridondanza protegga da crisi, traumi, Cigni Neri e sia solamente un costo apparente (Basilea3 vs. Basilea2 dice qualcosa a qualcuno?);
- invitare ad una riflessione generale sui nostri sistemi (società, imprese, strumenti di governo, famiglie, città, etc.) in relazione al contesto in cui sono inseriti: sono rigidi? gerarchici? con decisioni accentrate? con processi ottimizzati? Sì? quanto possono sopportare uno shock? sono robusti o fragili?
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domenica 20 novembre 2011
Illuminazioni filosofiche
Do conto su aNobii dell'ultimo libro di NNT: Il letto di Procuste.
Difficile recensire un libro di aforismi, se non descrivendo il gusto che lascia dopo che si è finito. Certo i temi sono quelli su cui Taleb insiste da anni e che si trovano soprattutto nel Cigno Nero, ma qui vi si trova un distillato ironico, a volte sarcastico, ma sempre limpido ed illuminante. Come una buona grappa trasparente, profumata, che punge la lingua ma, una volta deglutita, lascia un profumo intenso, fruttato, e ti fa digerire anche i piatti più pesanti.
Un assaggio:
"E' molto più difficile scrivere una recensione per un libro che si è letto che per un libro che non si è letto".
"Una buona massima ti permette di avere l'ultima parola senza nemmeno cominciare una conversazione"
L'ultimo assaggio, quello che preferisco, con cui si chiude il libro: "Se i miei detrattori mi conoscessero meglio, mi odierebbero ancora di più".
Ora basta: lettori di questa recensione andate in libreria e comprate il libro, altrimenti siete solo degli scrocconi.
Difficile recensire un libro di aforismi, se non descrivendo il gusto che lascia dopo che si è finito. Certo i temi sono quelli su cui Taleb insiste da anni e che si trovano soprattutto nel Cigno Nero, ma qui vi si trova un distillato ironico, a volte sarcastico, ma sempre limpido ed illuminante. Come una buona grappa trasparente, profumata, che punge la lingua ma, una volta deglutita, lascia un profumo intenso, fruttato, e ti fa digerire anche i piatti più pesanti.
Un assaggio:
"E' molto più difficile scrivere una recensione per un libro che si è letto che per un libro che non si è letto".
"Una buona massima ti permette di avere l'ultima parola senza nemmeno cominciare una conversazione"
L'ultimo assaggio, quello che preferisco, con cui si chiude il libro: "Se i miei detrattori mi conoscessero meglio, mi odierebbero ancora di più".
Ora basta: lettori di questa recensione andate in libreria e comprate il libro, altrimenti siete solo degli scrocconi.
giovedì 11 agosto 2011
La necessità dell'improbabile
Archiviare, classificare, gettare, fare ordine: sono attività che spesso faccio in agosto, durante le ferie. La mia scrivania, come il resto dell'universo, accumula disordine in modo naturale nel corso del tempo (è la legge dell'entropia) e ordinare, considerandola un'attività a basso valore aggiunto, mi viene naturale farlo quando ho più tempo libero, quando sono in ferie.
Tant'è, che circa 7-8 centimetri sotto la prima pila di carte che ho deciso di attaccare, ho trovato il n. 137 di "nòva" , inserto de Il Sole - 24 Ore, il cui titolo di copertina è uguale a quello di questo post.
Il ritrovamento mi dà la possibilità di tornare alle origini di questo blog, e alla stretta attualità economico-finanziaria. In questi giorni sono girate parole grosse come default, declassamento, crisi epocale, etc. riferite non solo all'Italia, alla Grecia e ai soliti PIIGS che dir si voglia, ma addirittura agli Stati Uniti e poi alla Francia con conseguente crollo verticale delle borse e marasma politico più completo. Abbiamo sentito ministri e governanti cercare di rassicurare, inutilmente, i mercati con promesse, parole, vertici, tavole, summit, etc.
Qual era il contenuto di "nòva"? Quale interesse mi ha spinto a tenere il numero di giovedì 28 agosto 2008?
Storia di copertina e tre pagine intere dedicate all'imprevedibile, al cigno nero, con tanto di recensione del libro di Taleb da parte di Guido Romeo.
La storia vera ci dirà che il 15 settembre, due settimane e mezzo dopo, oltre a portarci via Richard Wright (perdita ben più grave ed irrimediabile) ci porterà via, a ragione, la banca americana Lehman Brothers, dando il la alla crisi finanziaria poi diventata economica che ancora non abbiamo superato e che era in preparazione già da qualche tempo, come Taleb rilevava nel libro recensito.
Questa la storia.
Credo che conserverò quel numero di "nòva" che mi era piaciuto così tanto, così come mi era piaciuta la foto di copertina, uno scimpanzè che guardava in camera con aria pensierosa. La citazione a corredo, del sempre verde Charles Darwin, recitava
Tant'è, che circa 7-8 centimetri sotto la prima pila di carte che ho deciso di attaccare, ho trovato il n. 137 di "nòva" , inserto de Il Sole - 24 Ore, il cui titolo di copertina è uguale a quello di questo post.
Il ritrovamento mi dà la possibilità di tornare alle origini di questo blog, e alla stretta attualità economico-finanziaria. In questi giorni sono girate parole grosse come default, declassamento, crisi epocale, etc. riferite non solo all'Italia, alla Grecia e ai soliti PIIGS che dir si voglia, ma addirittura agli Stati Uniti e poi alla Francia con conseguente crollo verticale delle borse e marasma politico più completo. Abbiamo sentito ministri e governanti cercare di rassicurare, inutilmente, i mercati con promesse, parole, vertici, tavole, summit, etc.
Qual era il contenuto di "nòva"? Quale interesse mi ha spinto a tenere il numero di giovedì 28 agosto 2008?
Storia di copertina e tre pagine intere dedicate all'imprevedibile, al cigno nero, con tanto di recensione del libro di Taleb da parte di Guido Romeo.
La storia vera ci dirà che il 15 settembre, due settimane e mezzo dopo, oltre a portarci via Richard Wright (perdita ben più grave ed irrimediabile) ci porterà via, a ragione, la banca americana Lehman Brothers, dando il la alla crisi finanziaria poi diventata economica che ancora non abbiamo superato e che era in preparazione già da qualche tempo, come Taleb rilevava nel libro recensito.
Questa la storia.
Credo che conserverò quel numero di "nòva" che mi era piaciuto così tanto, così come mi era piaciuta la foto di copertina, uno scimpanzè che guardava in camera con aria pensierosa. La citazione a corredo, del sempre verde Charles Darwin, recitava
Non è la più forte delle specie che sopravvive. E neppure la più intelligente.
Sopravvive la specie che si adatta meglio al cambiamento.Forti ed intelligenti siete avvertiti.
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